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	<title>Cape Horn</title>
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	<description>abbigliamento sportivo</description>
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		<title>Costiera Amalfitana</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 16:28:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SILVERSTAR Crociera lungo la costa più bella del mondo. Lo scenario toglie il fiato. Pareti di roccia scoscese, i faraglioni lanciati come giganti di pietra verso il cielo, archi di roccia, grotte naturali. Sembra di sentire il sussurro stregato delle sirene e si naviga persi&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SILVERSTAR</strong><br />
Crociera lungo la costa più bella del mondo.</p>
<p>Lo scenario toglie il fiato. Pareti di roccia scoscese, i faraglioni lanciati come giganti di pietra verso il cielo, archi di roccia, grotte naturali. Sembra di sentire il sussurro stregato delle sirene e si naviga persi nel tempo. La Costiera amalfitana, Capri, Ischia, gli angoli più belli del mediterraneo. E’ una crociera che alterna il fascino di una natura prorompente ai richiami della gola, grazie ad una strepitosa concentrazione di ristoranti pied dans l’eau. Per andare alla scoperta di questa regione leggendaria nulla di meglio che il Silver Star, veliero di grandissimo fascino, tutto in legno con 4 grandi cabine e uno chef vero e proprio a bordo. Si tratta di una barca unica in Italia nel suo genere, di una classe senza confronti.<span id="more-1442"></span><br />
Imbarco a Marina di Stabia e inizio navigazione alla volta di Capri dove si possono visitare Monte Solaro, Villa Axel Munte, Anacapri, la Grotta Azzurra e, ovviamente un bagno sotto i faraglioni.<br />
La vita di bordo è scandita dalle attenzioni dell’equipaggio che riserva continue sorprese. Lasciata Capri, si attraversa il braccio di mare che separa dalla Costiera e si naviga lungo la Riserva di Punta Campanella. Poche coste al mondo possono vantare la bellezza scenografica della Costiera Amalfitana: il paesaggio, la poesia dei villaggi, il clima da sogno. E’ un territorio verticale, avaro di pianure, che sfida la gravità con vertiginosi gradoni affacciati sul blu e affollati di viti e alberi di limoni. Su questi fazzoletti di terra esposta di aggrappano le case bianche o dai colori slavati dalla salsedine. Dal mare poi è uno spettacolo imponente, con le alte montagne che precipitano. A dispetto dei villaggi che ne punteggiano il profilo, rimane una costa selvaggia, ricca di calette e spiagge sperdute difficili, se non impossibili da raggiungere via terra.</p>
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<div class="fancy-gallery gallery" id="gallery_1442"><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-1.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-1-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-2.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-2-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-3.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-3-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-4.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-4-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-5.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-5-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-6.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-6-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-7.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-7-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-8.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-8-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-9.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-9-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-10.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-10-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-12.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-12-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-13.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2012/03/CH-AMALFI-13-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><div class="clear"></div></div>
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<p>A Positano si dorme in rada e si scende a terra col gommone. Per quanto riguarda le tavole pieds dans l’eau, ecco il Ristorante Remmese, letteralmente in spiaggia, dove assaggiare gli strepitosi spaghetti con gli “scuncilli” (deliziosi frutti di mare tipici della zona). Di nuovo veleggiando, si arriva a Marina di Praiano dove si può gettare l’ancora e scendere a terra col tender per visitare l’atelier dello scultore Paolo Sandulli. Personaggio straordinario come le sue donne di terracotta e i volti dei marinai di Praiano scolpiti in caricature piene di vita ed ironia, lavora in un’antica torre angioina del 1300 dove il mare è protagonista assoluto delle prospettive quanto dei pensieri. Dopo aver superato il fiordo di Furore, romantica location della storia d’amore fra Rossellini e la Magnani ecco, finalmente, Amalfi con il suo duomo incorniciato dalle terrazze di limoni. Si può scegliere se dormire in rada o attraccare il porto, in ogni caso bisogna scendere a terra per un po’ di shopping e per provare la storica trattoria Da Gemma da poco risorta ai massimi livelli gastronomici.<br />
Lasciata Amalfi, una breve navigazione conduce alla cascata della Mormorata, uno dei segreti della Costiera riservati a chi naviga: precipita in due rami lungo un tratto scosceso ed inaccessibile di scogliera, la si raggiunge con il tender per un tuffo indimenticabile.<br />
Infine Cetara, intima e raccolta, colorata di barche per la pesca delle alici che qui sono presidio Slow Food e danno quella “colatura” già nota ai Romani come garrum, che è pilastro della cucina locale.</p>
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		<title>Islanda</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 09:01:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ed eccoci qua, un piccolo passo per l´uomo, un gigante salto per l´umanitá. Non sembra vero ma (se sulla Luna ci fosse stata la neve) é proprio questa panoramica similaritá, che l´Islanda ci ha fatto vivere al nostro primo atterraggio. Prima tappa direzione Reykjavík, la capitale piú rumorosa&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccoci qua, un piccolo passo per l´uomo, un gigante salto per l´umanitá. Non sembra vero ma (se sulla Luna ci fosse stata la neve) é proprio questa panoramica similaritá, che l´Islanda ci ha fatto vivere al nostro primo atterraggio. Prima tappa direzione Reykjavík, la capitale piú rumorosa dei week-end nordici ai margini delle colonne d´Ercole (un pó dappertutto queste colonne) ove appunto due grandi travi incastonate e scolpite con magiche rune decisero in passato la fondazione del primo villaggio del paese, ora grandissima capitale secondo i metri quadrati, ma meno numerosa se ci atteniamo alla quantità degli abitanti.</p>
<p><span id="more-1015"></span><strong></strong></p>
<p>Biondi vichinghi figli di re e di capi norvegesi e bionde e rosse vikinghe con sangue celtico, si poiché molte femmine veninavo rapite durante le rappresaglie nei paesi come l´Irlanda, la Scozia e L´inghilterra (con minuziosa selezione, le piú belle). Oggigiorno si nota che le redini in mano per portare avanti il paese é passato a loro, con un primo ministro donna. Donne coraggiose appunto, che cercano di riparare le scorribande avventure dei propri compagni maschi in volo per il mondo di affari che alle loro cene servivano pietanze regali e zuppe speziate con polvere d´oro.</p>
<blockquote><p>Camminando per la cittá si sente questa energia femminile prevalere nelle vene percorse da carrozzine guidate da giovani mamme e/o anche parcheggiate fuori i locali di caffé oppure fuori le proprie abitazioni, ecco perché essi sopportano il freddo nordico dell´ambiente.</p></blockquote>
<p>I giovani si presentano moderni, vanno alla moda, <strong>Cape-Horn</strong> che in islandese viene tradotto Höfu›-Horni› (ovud-ornid) é ancora vergine da queste parti, il nostro futuro é alle porte. La prima notte qua ci ha lasciato condividere i sogni dei paesani, siamo entrati nel mondo astrale loro con i nostri sorrisi e pieni di curiositá, i raggi del primo mattino ci ha dato il benvenuto, abbiamo fatto colazione e siamo andati a lavorare. Paolo, di 90 gradi est (uno delle migliori agenzie italiane) ci ha portato e ci accompagnerà nelle nostre tappe, e lui con i suoi collaboratori locali hanno pensato a tutto ció che abbiamo bisogno, siamo nelle loro mani, fiduciosi di riuscire nel nostro obbiettivo. La ricerca dei modelli ha avuto buon fine, siamo pronti per il viaggio interno, ci rechiamo nell´hotel la sera per riposare, ma ecco che una telefonata a tarda sera ci fa sentire un pó preoccupati, é successo un incidente al nostro Paolo, dall´ospedale ci avverte che si é rotto un braccio a causa di una scivolata dalle scale, lui ci assicura che tutto andrá bene sia per lui che per il nostro progetto.  Scatta cosí il piano B, Paolo contatta il suo amico Cosimo Einarsson residente qua a Reykjavík, italo islandese che collabora con lui nei suoi tour estivi in Islanda come traduttore e cuoco ed (ci lascia nelle sue mani, per modo di dire) é lui che sostituirá Paolo, anche se le caratteristiche fisiche e intellettuali lungi dall´essere eguali, noi comunque ci fidiamo.</p>
<p>Al nostro cospetto ci sono Valdi, il modello maschio, Áslaug la modella femmina, lui fortunato da essere anche un bravo autista e guida, lei con un espressione sportiva e gioiosa tipica bionda islandese,  ci rendono lieti.  Bruno é pronto, con la sua canon e lunga esperienza fotografica maestro nel catturare i momenti piú significativi e belli sia dei paesaggi sia dei modelli- nel loro giusto momento magico, loro é come se si tuffassero nelle lenti del cannone di Bruno sempre attivo, ed eccoli lí come per magia rimangono rapiti e immobili nelle lenti del maestro, i loro sguardi pare fossero in movimento, pare dicessero qualcosa, i nostri abbigliamenti hanno preso vita, Bruno riesce a far muovere i loro pensieri in quei corpi pieni di vita ma immobili nella fotografia.</p>
<p>Partiamo,é il primo giorno e il nostro viaggio é un pó fuori stagione turistica, ma é  anche un pó fuoristrada, cioé stiamo percorrendo ogni tanto lo sterrato, le strade bianche come si chiamerebbero da noi, ma che di bianco hanno solo la neve, poiché i sassolini delle vie sono neri. Stiamo scoprendo una bellezza fuori dal comune, delle vaste distese di Biancaneve si accompagnano a lunghe spiagge nere della costa sud dell´isola.</p>
<p>Un aereo ci attende, desolato emarginato senza i motori, col muso mancante, ormai senza piú i sedili,senza piú finestrini, nessuna cabina di comando, forse i primi low cost,(insomma é una carcassa di aereo) il biglietto non ce lo abbiamo ma entriamo lo stesso.No non avevamo sbagliato l´aereo, era proprio questo che ci attendeva lí, da decenni, dal secolo scorso,e appena saliti  una vibrazione insolita ci attraversa, come se fosse circondata da anime fluttueggianti che si chiedevano perché, perché abbiamo preso quest´aereo? e le risposte le avevano trovate lí, il loro tempo era finito, avevano dato il loro contributo su questo mondo e ci comunicavano &#8221; stiamo tutti bene &#8220;  siamo ora qui per voi, siamo sempre stati qua per voi. E Bruno giú a scattare foto dei nostri capi invernali portate dai discendenti dei passegeri, i nostri modelli islandesi.</p>
<p>É pomeriggio tardi e ci avviamo per il nostro albergo, i nostri stomaci non sono trascurati, si mangia che é un solluzzo, patate, verdure salsa e merluzzo; buttato giú con un bicchiere di birra senza oro né incenso né mirra. Dopo quattro bicchieri a tavola usciamo fuori che ci attendono due camel li respiriamo, poi un goðanótt islandese e tutti a nanna, che il mattino presto ci porta la manna, e qualche bosone.</p>
<p>Ore 5 e mezza, mi trovo in piedi pieno di ispirazione, Bruno anche lui attivissimo come al solito con la sua grande canon, pronto a catturare col suo magico cannone le prime luci dell´alba. siamo qui fuori all´aperto in pantofole, in mutande e maglietta e dentro cé la colazione che ci aspetta, ma poi mi desto e mi accorgo, che non son fuori ma a letto, l´ultima fase Rem era passata, son quasi le sette e mezza. Dopo una rifocillata di breakfast ripartiamo, ci siamo tutti, Valdis, Áslaug, Cosimo e Bruno.</p>
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<div class="fancy-gallery gallery" id="gallery_1015"><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-011.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-011-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-031.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-031-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-051.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-051-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-061.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-061-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-081.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-081-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-091.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-091-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-101.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-101-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-111.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-111-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-121.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-121-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-131.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-131-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-141.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-141-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-151.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-151-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-161.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-161-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-191.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-191-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-201.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-201-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-231.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-231-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-251.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-251-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-271.jpg" title=""><img 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title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-341.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-341-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-351.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-351-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-371.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/09/CH-ISLANDA-2011-371-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><div class="clear"></div></div>
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<p>E viaaaaa in auto nelle nostre Discovery Land Rover direzione Jökulsárlön, lungo la via numero 1 che aggira il paese intero. Si puó dire che siamo solo noi, circondati sempre da maestosi paesaggi di Biancaneve (ma i sette nani folletti non li vediamo, quelli, li vedono solo gli islandesi). Noi ci sentiamo cmq signori del vento, a dorso di 180 cavalli bevitori di gasolio. Calorosi cavalli sciogli ghiaccio, oramai le leggendarie bianchenevi islandesi si sciolgono al nostro passaggio mentre altre rimangono ghiacciate in cumuli di iceberg, loro stesse figlie del piú grande ghiacciaio d´Europa, insieme unite in un lago glaciale, per dare un ultimo saluto al loro padre e creatore Vatnajökull. Il sole é scomparso giá da un pezzo, l´orizzonte ci offre cmq una bella porzione di fermioni e di fotoni ed ora anche spruzzi di neve, siamo in spiaggia ed é qui l´ultima tappa degli iceberg che transitano prima di fondersi con il creato. É qui che avviene l´inserimento, la trasformazione é qui che la dolce acqua fredda glaciale feconda l´immensa acqua madre. L´acqua del mare ci bagna i piedi é segno che siamo un pó troppo in lá sulla spiaggia,un salto, poi due all´indietro, sembra non bastare, anzi non basta proprio e il trippiede del cannone di Bruno affonda nella sabbia bagnata, ora l´acqua si é ritirata costringendo la nostra pelle a esser battezzata, il cannone di Bruno é ora al sicuro, il mare fecondo non é proprio un duro. Un altro scatto, una toccata e fuga e ripartiamo coi modelli e gli autisti senza fare buca. Arriviamo alla guesthouse di Gerði 12 km piú avanti, mettiamo i nostri corpi a bagno caliente. Cosimo ci prepara un gioco di carte costruito da lui mentre il ristoratore ci prepara una cenetta di salmone trotato o trota salmonata, (dipende dai punti di vista) . dopo mangiato giochiamo con le carte di Cosimo eppoi a nanna che ci aspettano gli Elfi e i Troll locali.</p>
<p>La notte ci avvolge e ci prende nel suo mondo aprendoci le porte dorate per i nostri corpi astrali. Ci vediamo scorribandare tra i campi abitati dagli elfi e folletti del luogo, Bruno lo vedo con la sua canon volare tra una roccia e l´altra mentre io, mi vedo giocare con questi abitanti, invisibili durante la veglia, loro sono scherzosi ma buoni, un pó assomigliano ad Áslaug e Valdi i nostri modelli, ed un altro quasi mi sembra Cosimo che sta cucinando un brodo in un enorme pentolone, pare stia aspettando il nostro arrivo, ci assicura che loro lí sono tutti vegetariani e quindi ci avviciniamo per partecipare al cenone degli elfi e dei troll.</p>
<blockquote><p>É mattino presto, ormai son desto ed i bosoni in pacchetti ci fa alzare dai letti.</p></blockquote>
<p>Colazione e si riparte, direzione ancora piú a ovest nel paesino di Höfn, piccolo villaggio di pesca, la rescue team navale del paesino ci ha avvistato nel porto, Cosimo li contatta e dopo un pó ci troviamo in navetta. Siamo ora nelle acque del porto coi nostri modelli belli e navighiamo tranquilli in buone mani. Non usciamo peró dal porto che le onde sono furiose ma navighiamo nella formazione del lago interno. dopo circa un´ora sbarchiamo e un altro tipo mezzo folletto e mezzo islandese ci porta in un locale tutto a nostra disposizione per organizzare tutti i nostri lavori fotografici. Sono quasi le una e Cosimo ci ha preparato un piccolo picnic per stuzzicarci l´appetito, poco dopo abbiamo finito e ci avviamo per il ritorno verso sud ovest. Ripassiamo il lagho degli iceberg che nel frattempo ha cambiato struttura e formazione per via del grande maestro scultore Sole e scultrice oceano, si infatti qui l´oceano viene visto al femminile che mi pare piú giusto. Abbiamo ancora tempo per creare fotografie coi nostri modelli, ora siamo coi piedi sui ghiacci degli iceberg, il loro spostamento é molto lento e ció ci da tempo per lavorare con comodo.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-523" title="CH ISLANDA 2011 23" src="http://www.capehorn.it/pe12/wp-content/uploads/2011/03/CH-ISLANDA-2011-231-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Siamo ora pronti per proseguire il viaggio verso il paesino di Kirkjubæjarklaustur, facciamo una pausa pranzo ed estraiamo ognuno di noi una carta dei fiori astrali come consuetudine a pranzo. A me esce &#8220;speranza&#8221; e spero proprio che il sole rimanga in cielo, a Valdi esce &#8221; disponibilitá&#8221; e spero proprio che continui cosí, ad Áslaug esce &#8220;donare&#8221; come infatti cosí é, lei ci dona gioia e contentezza, con la sua grazia e la sua bellezza; a Cosimo esce &#8220;Vittoria&#8221; propabile nome femminile d´ italiana; a Bruno esce &#8220;apprendimento&#8221; cioé egli prende e trattiene nella lente della mente aspetti nuovi della natura, combinati tramite la sua attrezzatura per abbinare all´ambiente il dovuto abbigliamente.</p>
<p>Autorimessi, cioé : finito di mangiare e finito di scherzare, in auto ci siamo ora rimessi e arriviamo in hotel, lasciamo tutto lí e andiamo in piscina, con la sua acqua calda che ci rinnova e la neve attorno a noi che ci chiama per essere sciolta, má chissá sara per un´altra volta. Oggi stiamo percorrendo veloce il tunnel del tempo, e ci troviamo nelle nostre camere in hotel, nel salone accanto cé una mostra di indumenti intimi femminili e ci fanno sapere che é aperto solo al gentil sesso, cioé quello femminile, quindi seppur gentili noi siamo entrar non possiamo e a dormir andiamo.</p>
<p>La mattina si presenta un pó birichina, le pioggie hanno scelto di seguirci nel nostro viaggio come anche la nebbia che non puó star senza di noi,e vabbé siamo pur sempre ospiti e accettiamo, cosí due paesini attraversiamo e per la grande cittá finalmente partiamo.</p>
<p>Siamo arrivati a Reykjavík alla velocitá del pensiero sembra, giacché faceva non tanto bel tempo, ma qui in cittá anche se piove, ció non disturba tanto. Abbiamo messo in hotel le nostre cose e proseguito lungo le vie cittadine a far le fotografie dei nostri capi. Valdi e Áslaug sono diventati abili nel mostratre i nostri abbigliamenti invernali e come per magia pagana,pare che la pioggia non li tocca, a Bruno cosí gli diventa piú facile raccogliere il seminato. Pranzo in centro cittá, io dó uno sguardo ad un giornale locale, il contenuto non cambia la mia coscienza, forse cosí si dovrebbero leggere i giornali, cioé non farci influenzare poi troppo. Il pranzo é buono e prima di uscire ci ricordiamo di estrarre le parole positive dei fiori astrali. &#8220;Contemplazione&#8221; per Bruno, &#8220;Armonia&#8221; per Valdi, &#8220;Equilibrio&#8221; per Áslaug, &#8220;Abbondanza&#8221; per Cosimo e &#8220;Compassione&#8221; per me.&#8217;E tutto qui.</p>
<p>I musei locali sono ora la nostra meta, ci soffermiamo lí tutto il pomeriggio per lavorare coi modelli, ma Bruno é in vena e scatta foto a tutti noi dell´equipaggio, ora il pensiero gli diventa linguaggio.</p>
<p>Il lavoro di oggi é terminato, ognuno di noi va nelle loro case e la sera ci incontriamo con Paolo l´organizzatore italiano a cena. Siamo io, Bruno, Paolo e Cosimo in un ristorante specializzato in code d´aragosta, nessuna coda peró davanti al ristorante. Paolo ha il braccio ingessato, lui e Cosimo ci sono venuti a prendere all´hotel per portarci qui a cena. Ottima cena, e dopo qualche chiacchierata e una passeggiata in centro andiamo all´hotel, il mattino dopo ci aspetta un´ultima escursione alla laguna blu e dintorni.</p>
<p>Appuntamento alle otto e mezzo e tutti pronti per ripartire nell´avventura finale. Il posto che ci accoglie é magnifico, il sole in cielo senza nuvole ci ha voluto dare un bel saluto di partenza. Siamo sul faro nel punto piú a sud del paese, Bruno immortala le sue ultime fotografie dei modelli nel posto giusto, poco dopo arriviamo sulla costa per ammirare le onde oceaniche che si sbattono sulle rocce e sugli scogli e meno male non sui modelli. Una danza sciamanica é in atto in questo primo mattino, prendiamo parte un pó tutti noi, oltre agli uccelli che sembrano volare lontano a gruppi lungo la costa, ma che in realtá danzano un andirivieni contro il vento, partono, si innalzano, si impicchiano, fanno delle virate, si accomodano sull´oceano e suglii scogli, e poi ritornano, per ricominciare il ciclo, il ritmo, la danza, lo show per noi comuni mortali. I nostri modelli sono anche loro sulle rocce, improvvisano un finto volo, o anche stanno in equilibrio su una gamba sola, braccia e gambe formano una X poi una T poi una L, gli diventa difficile fare altre formazioni alfabetiche, provano con formule matematiche, le risolviamo e ci divertiamo, e poi ripartiamo per la cittá. Il lavoro fotografico é terminato.</p>
<p>E sera facciamo un´ultima cena con Paolo e Cosimo, entriamo in un locale diverso, qui mangiamo del buon ambacchio ed intorno a noi é festa, altri ospiti intonano delle canzoni islandesi, qualche d´un altro balla e suonano la chitarra. Noi apprezziamo il piccolo baccano,ora con Paolo e Cosimo ci si mette d´accordo per l´accompagnamento all´aereoporto e andiamo a nanna.</p>
<p>É buio,sono le cinque e mezzo del mattino noi siamo pronti nell´hotel, finalmente arrivano Cosimo e Paolo in auto.</p>
<p>Spero di non aver dimenticato niente e ci avviamo.</p>
<p>Stiamo ripercorrendo il tratto lunare che separa la cittá dall´aereoporto, un piccolo passo per l´uomo, si, é vero ma anche un grande salto di gioia e soddisfazione per noi tutti.</p>
<p><em>Cosimo</em></p>
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		<title>Marocco</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 20:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pol</dc:creator>
				<category><![CDATA[VIAGGI]]></category>
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		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[marocco]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo  in volo …destinazione Marocco con  Silvia e Filippo  che saranno i protagonisti del book di presentazione della collezione  estate 2011. Impensabile per il programma di viaggio non fermarsi alcuni giorni a Marrakech antica capitale del Marocco , chiamata anche la “città rossa “ per&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo  in volo …destinazione Marocco con  Silvia e Filippo  che saranno i protagonisti del book di presentazione della collezione  estate 2011.</p>
<p>Impensabile per il programma di viaggio non fermarsi alcuni giorni a Marrakech antica capitale del Marocco , chiamata anche la “città rossa “ per il colore delle sue mura ;</p>
<p>Dejemaa El- Fna  ci offre un buon ritratto dello spaccato della quotidianità cittadina,   un continuo viavai di carretti trainati da cavalli,  di uomini in bicicletta , di donne velate  e bambini che giocano a pallone . Siamo tutti avvolti da una sensazione di stordimento causata dalla moltitudine di profumi colori, voci, suoni che provengono dal movimentato mercato con  bancarelle di frutta secca , spezie colorate , ceramiche , lanterne  tappeti e babbucce .</p>
<p><span id="more-540"></span></p>
<blockquote><p>Sembra che qui il tempo si sia fermato , tutti toccano annusano e assaggiano e contrattano , un’attrazione forte anche per  noi  che dopo  i primi scatti , ci dedichiamo a piccoli acquisti. </p></blockquote>
<p>Bruno si è fatto coinvolgere in  una contrattazione per un hendira , ci vuole un minimo di conoscenza per non incappare in un tappeto  prodotto con colori chimici e lane sintetiche , ma  l’esperienza è dalla sua  e riesce a ”  portare a casa “, dopo una discretamente lunga contrattazione, un tappeto con nodi abbastanza stretti e dai bordi dritti.</p>
<p>Verso sera la piazza si trasforma in  un’assordante ingorgo di uomini, mezzi, animali e fumo, fumo, fumo, il tutto rischiarato da mille lampadine appese alle bancarelle. Gli aromi si fondono, le genti si incrociano e si urtano, ma il tutto con armonia e simpatia.  &#8211; Meraviglioso &#8211; L’atmosfera è magica. Non per niente questo spettacolo è Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità dichiarato dall’UNESCO.</p>
<p>I giorni passano in fretta , ora stiamo percorrendo con un grosso fuoristrada il passo  di Col du Tichka   che ci porta verso Ouarzazate . La strada è sconnessa le grosse buche ci fanno sobbalzare in continuazione  e  curva dopo curva ci inerpichiamo su questo versante dell’Alto Atlante. La mescolanza dei colori è fantastica: blu del cielo, bianco della neve, rosso della terra rocce di granito rosa con profili taglienti, pendii brulli e scoscesi, e nel fondo valle il verde brillante delle palmerie.</p>
<p>Proseguiamo e dopo una sosta per il pranzo arriviamo quasi al tramonto al castello di Ait Ben Haddou  rappresentativo della cultura sud del  Marocco.</p>
<p>Ait Ben Haddou è una &#8220;città fortificata&#8221; o Ksar.,. e si estende lungo il fiume Ouarzazate.</p>
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<div class="fancy-gallery gallery" id="gallery_540"><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-011.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-011-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-021.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-021-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-031.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-031-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-041.jpg" title=""><img 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title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-081.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-081-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-091.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-091-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-101.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-101-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-111.jpg" title=""><img 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title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-151.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-151-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-161.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-161-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-171.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-171-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2011/08/CH-MAROCCO-2011-181.jpg" title=""><img 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title="" /></a><div class="clear"></div></div>
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<p>Ci immergiamo nelle stradine e attraverso (letteralmente) abitazioni ancora in uso arriviamo allo sommità della collina, da dove si può ammirare un spettacolare paesaggio.</p>
<p>Tratti rossiarancio del tramonto fanno infiammare la terra già rossa. Uno spettacolo.</p>
<p>Arriviamo a Quarzazate una cittadina abbastanza moderna di 750.000 abitanti, un paesaggio suggestivo, circondata da palme e oleandri in mezzo al deserto , proprio per queste particolari caratteristiche è stata spesso scelto per  ambientazioni  cinematografiche di film famosi come il Gladiatore ( 2000 ),  Gesù di Nazareth (1977 ) , La mummia ( 1999 ) ; ci  fermiamo, giro per valutare le migliori ambientazioni  e poi in cerca di un albergo dove passare la notte.</p>
<p>Si riprende il viaggio al mattino presto. La strada per Fez è lunga.</p>
<p>Si passano le Gole del Dades. (impressionanti). Ci fermiamo per qualche foto. Il sole filtra attraverso queste gole profondissime, creando giochi di luce ed ombra che mettono in difficoltà il fotografo.</p>
<p>Il viaggio prosegue per Fez, dove arriviamo a notte fonda.</p>
<p>Fes Marocco, città imperiale famosa per la Medina medievale, Fes el Bali è una vera e propria città nella città, un complesso dedalo di strade strette e tortuose, percorribili solo a piedi, affollate di turisti che si confondono tra gente che lavora, mercanti che concludono affari. Nella Medina di Fes, ma anche in altre capitali del Marocco, i trasporti avvengono a dorso d’asino o cavallo, ingombrano i vicoli più stretti fino a costringere i turisti a lasciare spazio e comprimersi contro le pareti.</p>
<p>La mattina facciamo un rapido giro in fuoristrada fino a La Mellah o quartiere Ebreo (Ghetto), una volta era il quartiere degli Ebrei. Da questo luogo si può ammirare, di fronte, tutta la vecchia città di Fez.</p>
<p>Qui ci sono alcune fabbriche di ceramica, gentilmente ci lasciano entrare, curiosare tra i lavoratori, capire le tecniche di cottura dei vasi, ammirare gli artisti che con sapienti pennellate coprono di colori i manufatti.</p>
<p>Si avvicina la sera, stanchi ma soddisfatti ceniamo e poi a nanna presto.  Domani dobbiamo visitare le tintorie.</p>
<p>Mattino presto. La guida ci accompagna alle famose tintorie. Già da lontano sentiamo i miasmi che ci guidano verso l’entrata.</p>
<p>Ci portano al bar da cui si può vedere dall’alto lo scenario degli operai che tingono le pelli. Ci sono molti turisti, la guida ci da dei mazzetti di menta per “sopportare” meglio la puzza.</p>
<p>Ma a Bruno (fotografo)  non basta.</p>
<p>Lui vuole scendere ed entrare nella tintoria. Dopo la solita lunga contrattazione, abbiamo il permesso.</p>
<p>( Ci pentiamo subito, ma ormai dobbiamo far vedere che siamo “uomini duri”).</p>
<p>Il puzzo è tremendo e la visione di queste persone immerse con le gambe e le braccia nei pozzi di tintoria ci rende consapevoli delle durissime condizioni di vita che queste persone devono sopportare.</p>
<p>Sembra improvvisamente di essere tornati indietro nel tempo. Forse gli schiavi erano sottoposti a queste condizioni ?</p>
<p>Non ci sono alcun tipo di protezioni, depuratori o aspiratori.</p>
<p>Il pavimento è pieno di peli bagnati e resi viscidi dal “carnaccio” che viene separato dalle pelli a mano con un lungo coltello.</p>
<p>Colori al cromo, da noi già da tempo proibiti, vengono usati senza guanti, qualcuno addirittura, per immergere meglio le pelli, le spinge sott’acqua con le gambe  nude.</p>
<p>Non vediamo l’ora di uscire.</p>
<p>Ringraziamo e facciamo un’offerta a compensazione dell’ospitalità che abbiamo avuto dentro la tintoria.</p>
<p>Subito all’Hotel…. Docciaaaa.!!!!</p>
<p>La sera, l’ultima, mangiamo all’interno della medina in un ristorante tipico che usano le persone importanti  di Fez.</p>
<p>La coreografia è impressionante. Veniamo accolti e sistemati in una piccola sala ornata di tappeti.</p>
<p>Subito il te, in attesa del cibo.</p>
<p>i soffitti di mosaico colorato rievocano i colori visti durante il viaggio.</p>
<p>Arrivano le prime portate.</p>
<p>L’ harira – una ricca zuppa fatta con ceci e lenticchie</p>
<p>Pastilla – una pasta a base di carne di piccione, fatto da decine di diversi strati di pasta sfoglia di spessore,mandorle e cinnamon<br />
Couscous – un piatto a base di semola cotta a vapore che puo` essere combinata con uova,di pollo,agnello o vegetables<br />
Tajine – uno stufato lento,spesso ricco e fragrante,con agnello o pollo marinato. Prende il nome del piatto a forma conica.<br />
Djaja – pollo ripieno di mandorle,semola e uvetta<br />
Kab-el-ghzal –paste di mandorla in forme a mezzaluna e ricoperta di miele.</p>
<p>Il tutto è meraviglioso e stride fortemente con le scene da poco viste presso le tintorie.</p>
<p>Si è fatto tardi,  andiamo tutti a dormire cullati per l’ultima volta dagli odori speziati e dai  confusi rumori provenienti dalla piazzetta vicina , domani si rientra .</p>
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		<title>Lofoten</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:28:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cape Horn e le artiche Lofoten In ricorrenza del bicentenario della nascita di Pietro Querini , nobile veneziano e navigatore esperto, Cape Horn , nello spirito world’s travellers,  ha pensato di ripercorre la rotta del Baccalà,….. destinazione   Lofoten. L’arcipelago delle Lofoten  si trova al di&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cape Horn e le artiche Lofoten</strong></p>
<p>In ricorrenza del bicentenario della nascita di Pietro Querini , nobile veneziano e navigatore esperto, Cape Horn , nello spirito world’s travellers,  ha pensato di ripercorre la rotta del Baccalà,….. destinazione   Lofoten.</p>
<blockquote><p>L’arcipelago delle Lofoten  si trova al di sopra del circolo polare artico , di fronte alle coste della Norvegia settentrionale ed è caratterizzato da  montagne  alte e scoscese  e da numerosi scogli che emergono tra  baie e spiaggette. </p></blockquote>
<p>Arrivati all’isola di Rost dove  Querini naufragò nel 1432 , ci stà aspettando  Mr  Olaf, <em>console del Baccalà</em> , che con la moglie ci fanno da guida  ;  raccontano che nel periodo invernale  grazie alla   presenza di venti forti , il mare è tra i più burrascosi  e agitati della zona e questo fa sì che sia anche tra i più  pescosi.</p>
<p><span id="more-1069"></span></p>
<p>La pesca rappresenta per queste terre un elemento vitale, è l’attività principale;  nel periodo di passaggio dei merluzzi  i pescatori si ritrovano in tantissimi ,  provengono anche dalle isole vicine  e affrontano il mare con passione ed entusiasmo pure in condizioni atmosferiche critiche.  I merluzzi una volta  pescati vengono puliti e privati di testa ed interiora e posti su apposite rastrelliere di legno in prossimità del mare per essiccare al sole e al vento artico per 3 mesi ,  seguendo  l’antica tradizione locale che risale al periodo dei Vichinghi.</p>
<p>L’isola di Rost assieme Vaeroy  sono anche meta di un turismo naturalistico ,   importanti insediamenti di uccelli marini solcano i cieli ,  si possono vedere le pulcinelle di mare , i cormorani, i gabbiani e  le aquile di mare.</p>
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<div class="fancy-gallery gallery" id="gallery_1069"><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2010/09/lofoten110.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2010/09/lofoten110-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2010/09/lofoten21.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2010/09/lofoten21-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2010/09/lofoten31.jpg" title=""><img src="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2010/09/lofoten31-150x150.jpg" width="150" height="150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="" /></a><a href="http://www.capehorn.it/magazine/wp-content/uploads/2010/09/lofoten41.jpg" title=""><img 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<p>Passiamo i primi giorni  visitando l’isola alla ricerca dei posti più adatti agli scatti fotografici  che faremo non appena  il cielo si è liberato da nebbia e  pioggia ed  intanto l’odore acre e intenso di pesce che all’inizio sentivamo nauseante ci diventa sempre più famigliare .</p>
<p>Le sere stanchi ma entusiasti ci rilassiamo davanti ad una zuppa di merluzzo  assorti  da racconti di  avventurose battute di pesca.</p>
<p>L’ultima parte del viaggio è dedicata  ad Oslo capitale della Norvegia situata all’interno del fiordo dello Skagerrak , risvegliati dal traffico caotico e dai rumori della città siamo accompagnati da una guida per vedere i  principali luoghi di interesse turistico , la fortezza di Akershus ,  parte più antica e cuore della città ,  l’opera Hause,  il museo delle navi vichinghe. Infine andiamo al porto dove i colori delle imbarcazioni sono mescolati  nella nebbia e i tiepidi raggi  che filtrano  dal cielo grigio perla a fatica riscaldano la giornata , tutto è molto suggestivo . Bruno è impegnato a fare gli ultimi scatti , sembra soddisfatto del lavoro anche per le foto degli “ indossati “  …. ma è tempo di tornare  e dal piccolo oblo dell’aereo salutiamo con  un po’ di nostalgia questo bellissimo paese nordico .</p>
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